Vittorio Graziosi

Vittorio Graziosi nasce il 4 maggio 1960 Jesi (AN) ma trascorre l'infanzia in Svizzera come figlio di immigrati. Il suo primo libro è L’ombra delle onde, nel 1998, seguito a breve da Come adottare una nuvola, racconto autobiografico dell'anno vissuto nel carcere militare di Gaeta per aver rifiutato di indossare la divisa in virtù dei suoi ideali pacifisti. Il libro ha ispirato una trasposizione teatrale, curata dallo stesso autore, che ha debuttato nei teatri il 6 marzo 2010.
Nel 1999 pubblica il romanzo Le giunchiglie in riva al fiume e nel 2001 La lieve trama dell’usignolo (seguito in appendice dalla raccolta di racconti brevi Gli amaretti), storia del tenore rumeno Joseph Smidt, detto “il tenore nano”, morto in un campo di concentramento nazista. Il romanzo ha guadagnato all'autore unanimi consensi di pubblico e critica ed è stato portato più volte in teatro sotto forma di letture sceniche.
Nel 2004 un altro importante successo editoriale è il romanzo La vita è un arco teso, che si aggiudica il primo posto nella classifica nazionale di vendite online, ed è stato selezionato per due anni consecutivi (2005 e 2006) dalla giuria di sceneggiatori del festival internazionale di Torino nella sezione “Pitch editoriali”.
Nel 2008 pubblica Sangue di rosa scarlatta, un'opera in grado di trasmettere un importante messaggio di pace in maniera inedita. Messaggio che Graziosi ha voluto condividere con l’artista ucraino Eugenio Derevianko, autore della copertina del libro. Per scelta dell'autore, i proventi di questo libro sono devoluti all'Associazione Onlus Nabat, che da anni opera in Ucraina a sostegno dei bambini ricoverati presso il reparto di Oncologia pediatrica dell’ospedale di Kiev. In virtù di tale iniziativa benefica Graziosi è stato insignito del titolo di “Cavaliere della Pace” dal Centro Internazionale per la Pace fra i popoli di Assisi. Per il suo legame speciale con l'Ucraina, nell'aprile 2010 ha ricevuto la “Medaglia al merito culturale per la promozione dei rapporti Italia-Ucraina” dell'Università di Kiev “Taras Schevcenko”.
Nel 2016 il romanzo è oggetto di due riduzioni teatrali, una da parte dell'attore e regista Dante Ricci, l'altra opera della Compagnia LioLà.
È co-autore insieme a Luca Bernardi – ragazzo affetto da distrofia muscolare – di Uno scrigno pieno di sogni, volume in cui Bernardi si racconta e parla della propria malattia. Il libro è stato presentato da Giovanni Filosa e Alessandro Bergonzoni.
Nel 2011 pubblica, nella collana dei Quaderni del Consiglio della Regione Marche, il volume (commissionato dal Consiglio Regionale) La storia del partigiano Eraclio.
Oltre che autore Graziosi è anche talent scout letterario e docente di scrittura creativa. Dal 2006 conduce laboratori di scrittura con gli studenti delle scuole medie superiori a Senigallia e Cingoli. I racconti degli studenti sono stati pubblicati nelle antologie Raccontami una storia…, e Il vento che rubava cappelli.
Nel 2012 pubblica con Aliberti editore il libro Sotto il segno della bilancia, scritto a quattro mani con l'inviato della popolare trasmissione tv Striscia la Notizia, Fabio De Nunzio (il “buon Fabio”).
Conduce corsi di scrittura creativa presso l'università di Beirut e le università di Kiev, dove è anche docente di Filologia del laboratorio di scrittura creativa in Italiano presso l'Università di Kiev “Taras Schevcenko”. Dal 2009 è docente della Scuola di formazione alla scrittura dell'agenzia di consulenze editoriali Scriptorama, per la quale conduce workshop, corsi e master di scrittura.

Sangue di rosa scarlatta

“Poi quando il rumore cessa e la polvere ricade a terra, niente rimane delle loro ragioni, solo l'indice puntato delle vittime.”

Fin dove può spingersi un padre che ha perso il figlio in un atto terroristico? Quali propositi di vendetta può meditare e mettere in pratica per dar atto a una giustizia privata che ucciderà anche il ricordo e la pietà? Sangue di rosa scarlatta è un percorso di smarrimento e redenzione in un tempo che giustifica e plaude alla condanna mortale dei propri simili. Solo se non soffochiamo i veri sentimenti siamo in grado di non perdere noi stessi e far prevalere le virtù positive sui falsi insegnamenti generati da una società smarrita. Se il dolore e la perdita possono abbrutire l'animo umano fino ad avvizzire, allora scavare nelle radici dell'amore significa rinascere a vita nuova, arricchirsi di una luminosa consapevolezza e recuperare un mondo di pietà e affetti che si temeva perduto.
Sangue di rosa scarlatta è il viaggio di una coscienza dilaniata, e ci invita a prendere atto di quello che di più profondo si agita in ognuno di noi, magistralmente portato alla luce dalla scrittura viscerale, intima, personale e poetica di Vittorio Graziosi.

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