Valentino Eugeni

Marchigiano classe 1975.
Informatico irrazionale che si è dedicato per anni allo sviluppo di videogiochi. Di indole eclettica e caotica, ferocemente curioso e dotato di un’immaginazione a volte spaventosa, approda al mondo della narrativa intorno ai venticinque anni, dopo essersi nutrito di pane e fantastico fin da quando ha memoria.
Scrive racconti per esplorare la miseria e la gloria dell’animo umano e detesta i cliché del fantasy eroico, amando creare personaggi scomodi e al limite dell’immoralità.
Con il romanzo "La voce di Nero" approda nell'ambito del noir urban fantasy e da quel momento non ne esce più, finendo, a volte, per sconfinare nell'horror e nel weird.
Si definisce uno sciamano moderno e se ne va sovente per boschi e montagne a parlare con gli alberi e altre creature di cui preferisce non riferire e che probabilmente vede solo lui.
Nictofiliaco, ha ormai acquisito il ritmo circadiano delle sue quattro gatte.

Il Cane Rosso dell'Imperatore

«L’unico vostro talento è una cieca furia devastatrice. Siete un animale, un cataclisma, e come tale vi comporterete. Seguirete la vostra natura. È scritto nelle carte e nel destino.»

Le storie che hanno scritto sull’Impero di Saanìa e sulla sua nascita sono intrise di eroismo, di gloria ed epiche battaglie, e sono tutte menzogne. L’impero si fonda sull’assassinio, sul sangue e la morte, dispensata dai cani dell’imperatore, esperti delle arti arcane, del veneficio e dell’inganno. Parthan ha ucciso a migliaia, è il migliore, è il Cane Rosso. Ma una sola volta Parthan esitò, e quello fu l'inizio della sua dannazione.
Per porre rimedio a quel suo unico atto di clemenza le cui ripercussioni stanno per trascinare il mondo intero alla rovina, accompagnato dal leomane Slavosh Parthan cerca per le strade di Harakas il Cane d'Argento Gann Tach, lasciandosi dietro una scia di corpi.
Afflitto da improvvise amnesie, pericoloso come un mastino da guerra, incontrerà sulla sua strada un avversario ben più spietato di lui, che non si farà scrupolo a ritorcergli contro le stesse arti di cui Parthan è padrone, in uno scontro dove la magia e l'acciaio conteranno tanto quanto la volontà di ritrovare una parte perduta di sé.